Europa, prima gli armamenti e poi la democrazia

Firmato due giorni fa l’accordo tra ministri degli esteri e della difesa per avviare la cooperazione rafforzata sulla difesa militare comune. Sono 23 i paesi dell’Unione coinvolti (i non firmatari sono Danimarca, Portogallo, Irlanda, Malta e Gran Bretagna). L’accordo dovrà essere approvato dai leader di governo europei a dicembre.

L’Europa che non riesce a rafforzare il processo democratico comune (l’unione politica) si avvia ad avere una difesa militare comune. Il paradosso francese, dal no di De Gaulle al sì Macron. Gli effetti sull’industria militare europea. I nuovi scenari della geopolitica continentale.

A Memos ne hanno parlato Beda Romano, corrispondente del Sole 24 Ore da Bruxelles e Francesco Strazzari, docente di relazioni internazionali alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sull’industria militare europea Fabrizio Coticchia, docente relazioni internazionali all’università di Genova: pace, conflitti, sicurezza internazionale sono le sue principali aree di studio.

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Riciclaggio legalizzato

Riciclaggio legalizzato: dai paradisi fiscali alla deregulation societaria. Londra, la grande lavanderia del denaro sporco. Dai Paradise Papers alle mafie globali.

A Memos ne abbiamo parlato con il giornalista del Sole 24 Ore Angelo Mincuzzi, in particolare di Londra e di quelli che Transparency International definisci nel suo ultimo rapporto i “nascondigli a cielo aperto” (hiding at plain sight).

Sui Paradise Papers il racconto di Paolo Biondani, giornalista dell’Espresso, uno dei cronisti del Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (ICIJ) che ha rivelato centinaia di documenti su operazioni e società offshore di politici e super-ricchi globali.

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Barcellona e Varsavia, indipendentismo catalano e secessione polacca

Barcellona e Varsavia, capitali d’Europa.

Fa più paura l’indipendentismo catalano o la secessione religiosa e nazionalista polacca? Due manifestazioni, sabato scorso, ci hanno ricordato i termini della questione.

A Barcellona, in centinaia di migliaia sono scesi in piazza per chiedere la liberazione dei dirigenti indipendentisti arrestati. A Varsavia, decine di migliaia hanno partecipato ad un corteo che chiedeva “una Polonia bianca”, “una Polonia pura”.

Catalogna, Spagna, Polonia. A fronte di quest’Europa i principali leader di governo del continente sembrano preoccuparsi soprattutto della tenuta dei confini in Spagna che non della democrazia in Polonia. Perchè?

Memos ne ha parlato con Wlodek Goldkorn, giornalista e scrittore, per anni responsabile delle pagine culturali dell’Espresso. Ospiti di oggi anche Lorenzo Marsili, scrittore e membro del gruppo dirigente del movimento “Diem25” dell’ex ministro greco Varoufakis; e Alessandro Somma, professore di Diritto comparato all’università di Ferrara, già ricercatore al “Max Planck Institute” di Francoforte per la storia del diritto europeo.

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Ostia, mafie e neofascisti

Ostia, la periferia e il degrado della politica. I fascisti di Casapound e i clan delle mafie locali. Violenze e intimidazioni nel vuoto del governo di una città. A Memos Leonardi Bianchi, giornalista di Vice Italia, e Mattia Diletti, ricercatore di scienza politica all’università La Sapienza di Roma. Ospite anche lo storico Piero Bevilacqua sul fascismo strisciante del sindaco di Affile, Ercole Viri, dopo la condanna per il sacrario al gerarca fascista Graziani.

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Viaggio in Italia

Un viaggio attraverso la penisola, un racconto scritto a più mani dell’Italia di questi ultimi anni. A promuoverlo è stato Il Mulino, storica rivista bolognese di cultura e politica. A Memos il vicedirettore della rivista Bruno Simili e l’economista Gianfranco Viesti. La tappa romana di questo viaggio è stata curata dal sociologo Vittorio Martone, dell’università di Napoli. Martone è autore di Le mafie di mezzo (Donzelli, 2017), una ricerca sui gruppi della criminalità organizzata a Roma. A Memos il sociologo ci racconta della coabitazione tra la destra neofascista di Casapound ed esponenti delle famiglie criminali, in particolare nel municipio di Ostia.

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Sicilia, voto e non voto

Il test delle elezioni in Sicilia. Il voto di domenica scorsa non è stato solo una prova per i partiti e i candidati presidenti, ma anche per la solidità della democrazia in Italia. La bassa partecipazione dei cittadini alle elezioni ne è stata una misura. La Sicilia ha confermato la tendenza all’astensione dal voto di più della metà dell’elettorato. Come interpretarla? A Memos ne abbiamo parlato con lo storico Luca Alessandrini (Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna) e il politologo Fabio Bordignon (politologo dell’Università di Urbino). Legge elettorale e partecipazione al voto è stato poi l’altro tema della puntata di oggi. Ospite: il costituzionalista dell’Università di Pisa Andrea Pertici.

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Mediteranneo, la strage delle ragazze

Le 26 ragazze nigeriane morte nel Mediterraneo. I loro corpi sono sbarcati ieri a Salerno. La loro fuga dall’inferno nigeriano a quello della prostituzione in Europa.

A Memos ne hanno parlato Marco Russo, direttore della Caritas di Salerno e Raffaela Milano, direttrice programmi Italia-Europa di Save The Children.

L’ultima tappa del viaggio delle 26 donne era partita dalla costa libica di Zwara. La Libia delle milizie, degli accordi con il governo italiano per bloccare i migranti.

Andrea Varvelli, direttore Programma Nord Africa dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), ci ha aggiornati sugli ultimi sviluppi della situazione in quel paese.

 

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Paesaggio abusivo, l’Italia del consumo di suolo

La settimana scorsa a Roma si sono svolti gli “Stati Generali del Paesaggio”, organizzato dal ministero dei Beni Culturali. Abusivismo, consumo di suolo, cemento, abbandono delle campagne sono stati alcuni dei temi.

A Memos ne abbiamo parlato con Michele Munafò, responsabile dell’area territorio dell’Ispra che ha fornito i dati sulla cementificazione in Italia; dati commentati dalla presidente di Legambiente, Rossella Muroni. La trasmissione di oggi si è aperta con un racconto di Paolo di Paolo, scrittore e giornalista, sul paesaggio anomalo di Piazza del Popolo a Roma, con il restauro “asimmetrico” delle cupole gemelle di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli.

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Guerra per banche

Guerra per banche, Renzi lacera il Pd nella campagna contro il governatore della Banca d’Italia Visco. Dopo la dura mozione del Pd alla Camera contro Visco, venerdì scorso quattro ministri renziani (Boschi, Lotti, Del Rio e Martina) non hanno partecipato al consiglio dei ministri che doveva rinnovare l’incarico al governatore Visco. Perchè Renzi ha consumato un duro strappo con Gentiloni e Mattarella su Visco?

Ne abbiamo parlato oggi a Memos con il politologo Piero Ignazi e i giornalisti Gianni Dragoni (Sole 24 Ore) e Giorgio Meletti (Fatto Quotidiano).

Intanto, la Commissione parlamentare d’inchiesta sui crack bancari ha cominciato le sue audizioni:

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Elezioni in Sicilia, un voto nazionale

Domenica 5 novembre quattro milioni e mezzo di siciliani (quasi un decimo di tutto l’elettorato italiano) sono chiamati alle urne per eleggere i deputati all’Assemblea regionale e il presidente della regione.

Il menu della campagna elettorale: coalizioni di interesse (come quella di destra dove Berlusconi si lamenta del “suo” candidato presidente Musumeci), liste di impresentabili, divisioni d’ordinanza a sinistra (Pd da un lato con Micari, Mdp e Sinistra Italiana dall’altro con Fava), Grillo ambiguo sulla mafia con un’improponibile “prima la mafia aveva una sua morale”. A Memos ne abbiamo parlato con il politologo Roberto Biorcio, la senatrice di Mdp Lucrezia Ricchiuti della Commissione Antimafia e i giornalisti Lirio Abbate (Espresso) e Antonio Roccuzzo (Tg La7, storico membro della redazione de “I Siciliani” di Pippo Fava).

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